Nigeria, 1937. Sonny, nigeriano, invita Alessandro, italiano, al matrimonio della sorella. Durante il tragitto, il nero racconta al bianco le antiche pratiche matrimoniali, compreso l’acquisto della verginità della sposa, scontrandosi con le prospettive europee e l’impatto della colonizzazione sulle culture indigene. Durante la festa, Alessandro nota un’ombra, un segnale di dolore negli occhi di Olawumi, la sposa, che mette in luce il divario culturale tra le tradizioni africane ed europee, evidenziando la complessità dell’eredità dell’epoca coloniale.
Con questo libro sostieni l’Associazione Still I Rise A.P.S., che offre un’istruzione internazionale ai bambini profughi e vulnerabili di tutto il mondo.
«Sei nato dalla parte “giusta” del mondo. Questa è la tua più grande fortuna.» Nicolò Govoni – “Fortuna”
Sebbene il DIRITTO ALL’ISTRUZIONE sia un DIRITTO UMANO FONDAMENTALE, questo non si applica, ancora oggi, in molti Paesi in via di sviluppo come la Nigeria.
L’istruzione è la sola chiave per la loro emancipazione. Un diritto fondamentale che non può essere negato.
Oggi in Nigeria sono ancora 19.5 milioni i bambini che non hanno accesso alla scuola. (fonte UNESDOC, UNESCO)
ISBN
9788832195897
ANNO DI PUBBLICAZIONE
Maggio 2024
Genere
Narrativa
Pagine
86 pagine
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Andrea Cantone è nato a Biella nel 1977. È laureato in Scienze Geologiche all’Università di Torino e, da ormai più di quindici anni, insegna Matematica e Scienze alla scuola secondaria di primo grado.
Nel 2017 esce il suo primo romanzo “Un giorno alla volta”, ispirato alla vita di sua moglie Rita di origini lituane.
Nel 2022 esce il suo secondo romanzo “La luce dell’equatore”, edito Edizioni Effetto, una storia autentica che ripercorre l’avventura in terra nigeriana degli emigranti italiani prima della Seconda guerra mondiale. Dopo aver realizzato diversi progetti scolastici nei quali raccontava agli studenti gli anni delle colonie africane, il rapporto tra i bianchi e i locali e le ragioni che stanno alla base dei flussi migratori, decide di realizzare un libro/versione scolastica dello stesso romanzo, così da renderne più facile la lettura e la comprensione delle dinamiche del sistema coloniale anche ai giovanissimi.
Sempre per Edizioni Effetto nel 2023 esce “Mondo capovolto”, il suo terzo romanzo, ambientato tra il continente africano e quello americano.
Roasio, un piccolo paese in provincia di Vercelli che, ancora oggi, conta il più alto numero di residenti all’estero. Cosa spinse i primi pionieri già alla fine del diciannovesimo secolo a emigrare in terre straniere, soprattutto africane, è tuttora un mistero. Quel che è certo è che l’incredibile fenomeno migratorio degli italiani nell’Africa occidentale fece, in Italia, poco notizia, mentre laggiù ebbe un impatto significativo e con effetti tangibili ancora oggi.
I fenomeni migratori lasciano sempre un segno da entrambe le parti; gli italiani riportarono racconti, diari privati dei loro successi e delle loro fatiche, conditi con ricordi di un’Africa accogliente ma ostile, affascinante ma pericolosa, che meritava il più grande rispetto.
Un libro pensato per la scuola che mette in luce le contraddizioni e le ambiguità del sistema coloniale, raccontando agli studenti cosa spingeva gli italiani, nel secolo scorso, a lasciare tutto e cercare fortuna in un altro continente. Storie di un quotidiano che diventa eroico, poco conosciute o legate a stereotipi di genere e razza che ancora oggi non permettono di comprenderne il significato più profondo. Inutile negare che questi fatti non abbiano ripercussioni anche sulla nostra vita di oggi e dei tanti cittadini italiani di origine africana o che dall’Africa sono appena arrivati e, qui, stanno cercando di trovare un loro posto nel mondo.
Quando muore, Ciccitta Lampis lascia la nipote Lia e le figlie Ruth, Ester e Noemi in condizioni economiche difficili. Dopo una lunga riflessione, l’unica soluzione possibile sembra la vendita del numero venti, un edificio lungo la via principale del paese, di proprietà della famiglia da generazioni. Ma l’arrivo di Giorgio Albert da Parigi stravolgerà ogni piano: prima del decesso, Ciccitta ha firmato con lui un contratto di locazione perché possa aprirvi una libreria. La follia del progetto oltraggia tutto il paese: leggono in troppo pochi a Santa Gisa perché possa avere successo. Sullo sfondo di un piccolo centro del sud ovest sardo, il numero venti si farà crocevia di romanzi e di tradizioni perdute che non solo ricorderanno alle Lampis quanto della loro storia abbiano messo da parte, ma faranno soffiare impetuoso il vento del cambiamento su una comunità che ha dimenticato sé stessa. A centocinquanta anni dalla nascita di Grazia Deledda, Mezzo giro di velluto omaggia le atmosfere e i personaggi di Canne al vento, raccontando con un tocco di realismo magico il velo sottile che separa la vita e la morte.
Giacomo “Jack” Alighieri ha un lavoro che lo porta fuori casa tutte le mattine alla stessa ora e una fidanzata che gli riempie la dispensa. Ogni tanto, una serata con l’amico di sempre e un giro al BarCellona. Una vita così normale da sembrare noiosa. Se non fosse che il lavoro di Jack è raccontare storie. Lui va dove gli dicono di andare e parla, finendo per cambiare il destino delle persone. Ma questa volta chi lo ha “assunto” gli mette alle calcagna qualcuno, armato di silenzi e giacche anni Novanta dai colori fluo. E tra le domande di una poliziotta troppo perspicace, matrimoni in agriturismi isolati e messaggi impressi nella polvere del lunotto posteriore della sua macchina, Jack inizia a intuire che stavolta inventarsi qualcosa per soddisfare il destino e i suoi originali ed evanescenti datori di lavoro sarà più difficile del solito. Perché questa volta il destinatario del racconto da inventare sembra essere lui.
Un quadretto famigliare comico e dissacrante. In un’estate afosa di città, Giulia decide di andare qualche giorno a rilassarsi in un piccolo borgo del Piemonte dove, da bambina, era solita trascorrere l’estate. Ma il soggiorno si rivelerà tutt’altro che rilassante: l’arrivo inaspettato della sorella Federica e di suo figlio Damiano, ma soprattutto quello dell’esuberante nonna (personaggio perfettamente riuscito) sconvolgeranno i piani della protagonista, che si troverà suo malgrado coinvolta in un mistero che affonda le sue radici nel passato di quel paesino apparentemente sereno.
Anna nasce l’11-11-1991 -palindromi il suo nome e la sua data di nascita- in un giorno di San Martino che tutti ricorderanno per la forza impetuosa con cui soffiarono Maestrale e Scirocco: i due venti contrapposti che avvolgono la Sardegna.
Due forze equivalenti e contrastanti, come bene e male, che da quel giorno non la lasceranno mai. Tra miti e leggende della tradizione popolare, stregoneria e Inquisizione, magia bianca e magia nera si snoda la storia di Anna: riuscirà a conciliare gli opposti?
“Nomen omen” è stato finalista al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti 2018 e secondo classificato al premio Città di Siena, sezione Elba book festival.
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