Mi hai trovato, finalmente! Stai per iniziare il tuo percorso con me verso la verità. Imparerai a conoscermi col tempo, non devi avere fretta e non devi farne parola con nessuno, ricordati che siamo solo io e te.
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Tessa Visconti è una fotoreporter che lascia il lavoro e la città in cui è nata, Torino, per seguire il marito ad Aosta. Mal volentieri si piega alla nuova condizione di solitudine e malinconia. Durante un pomeriggio che trascorre con sua figlia Bianca, la bambina varca il cancello di un parco giochi deserto. Un silenzio cupo domina sul rumore della natura. Un suono riecheggia all’improvviso come un urlo e raggela Tessa, il suo sguardo viene immediatamente catturato da un bigliettino alla base dello scivolo.
Un indovinello, un cattivo presagio, e la sensazione di essere osservata.
Tessa inizia così un percorso alla scoperta di se stessa, un enigma tra sacro e profano: un viaggio sincopato tra testi antichi, monumenti storici, castelli e verità sepolte tra le montagne maestose.
Ogni soluzione apre un nuovo rompicapo, “un gioco a incastro” che non può essere fermato.
Come il direttore d’orchestra di un’opera drammatica, ogni lettera conduce Tessa dentro una mente ipnotica e perversa. “Una figura oscura” senza forma e senza volto scandisce il ritmo, un tic-tac costante che s’interrompe con lo scorrere di una lacrima, fino al culmine di una verità inconfessabile.
Mi hai trovato, finalmente! Stai per iniziare il tuo percorso con me verso la verità. Imparerai a conoscermi col tempo, non devi avere fretta e non devi farne parola con nessuno, ricordati che siamo solo io e te.
ISBN | 9788832195880 |
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Anno di Pubblicazione | Giugno 2024 |
Genere | Narrativa |
Pagine | 410 pagine |
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Marianna Ottone è lo pseudonimo di una scrittrice italiana.
Africa è un nome scritto da oltre un secolo nel destino di molte famiglie di Roasio, un piccolo paese in provincia di Vercelli.Alessandro Testa, ventenne ambizioso, abbandona l’Italia per raggiungere il fratello maggiore in Nigeria.
Sono gli anni che precedono la Seconda Guerra Mondiale e quei ragazzi rappresentano, con l’avventura nel sangue e il coraggio nel cuore, quella generazione di giovani che sono emigrati per cercare qualcosa di nuovo.
Ma in un contesto storico mondiale così incerto, abbandonare la patria è un enorme azzardo. Gli italiani partiti per l’Africa nei primi anni del XX secolo andavano incontro all’ignoto, alle malattie e alla solitudine, prendendo poi consapevolezza di come il loro destino fosse affidato al vero sovrano del continente; a quel sole che, senza curarsi delle sorti degli uomini, sorge ogni giorno celebrando il trionfo di una natura tanto potente da prendere il sopravvento su tutta la razza umana.
Di quei ragazzi, pochi hanno fatto fortuna, molti sono tornati a casa sconfitti, altrettanti sono morti e qualcuno è diventato uomo.
Divampa una rivolta in Francia.
Insorgono i nuovi miserabili.
Dalle banlieue al cuore delle città l’urto si propaga. Sconvolge economia, frontiere, finanza e istituzioni. Tremendo il contraccolpo per l’Italia, vertiginoso il tracollo. Lo Stato scalcia, vacilla e schianta nel volgere di un’estate. L’ultima, in tempo di pace.
Sgretolamento, frantumazione, apnea dell’ordinario…
Ma è quando i vincoli sociali si allentano, che affiorano le vite.
Pinti ne afferra sette. Sette traiettorie emblematiche come carte dei tarocchi, allo stesso modo ambigue, irripetibili, contraddittorie. Le mescola in una trama di rimandi e corrispondenze, le accarezza con una scrittura capace di trattenere, da ogni gesto e da ogni pensiero, una particolare luce. Sempre fraterna, a tratti ironica, mai giudicante.
Che sia un viaggio con lo zaino in spalla o una crisi di governo, una guerriglia urbana o una capriola tra le foglie, ogni pagina schiude un orizzonte dov’è lo spazio intimo a scavare nel politico, di fenditura in fenditura, fino a svuotare molte delle parole con cui la civiltà si ostina a raccontare se stessa.
Un romanzo di stirpe nuova, barbarico e delicato.
Una sinfonia picaresca, a strapiombo sul caos.
Una nicchia per creature selvatiche, nell’ora incerta del tramonto.
La voglia, più o meno consapevole, di comprendere ciò che manca nella loro vita, conduce Anna, Nunzia e Raffaella, per motivi diversi, ad appassionarsi ai Balcani e a incontrarsi proprio lì.
Anno 2246. La Terra si trova sull’orlo del baratro climatico e demografico e l’arrivo di spietati e sanguinari invasori extraterrestri, i Badb, sembra essere il colpo finale per il pianeta. Contro ogni aspettativa, questo attacco proveniente dal profondo dell’Universo rinsalda lo spirito dei terrestri che, facendo fronte comune, riescono a resistere e ribattere colpo su colpo.
Dopo ulteriori quattro secoli di guerra e oltre sette miliardi di morti, uno sconosciuto impiegato del Dipartimento della Guerra tenta di ribellarsi a quel conflitto lontano e pulito, insinuatosi ormai nel tessuto sociale fino a diventarne parte. Troverà le risposte che cercava, ma saranno peggiori del suo più terribile incubo.
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